Zimbabwe: l’utopia multiculturale

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ImageCome conseguenza di un’inflazione del 15.000%, che adesso è un record mondiale, la maggior parte degli abitanti delpianeta hannosentito parlare dello Zimbabwe. La settimana scorsa l’ex-dirigente della vecchia Rhodesia, Ian Smith, è morto a Città del Capo. Alla fine degli anni ’70 Smith fu tradito dall’Inghilterra in modo che Mugabe potesse impossessarsi di quelloche allora, assieme alSud Africa, era lo stato più ricco dell’Africa subsahariana.
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Può sembrare strano, ma leggendo la biografia di Hillary Clinton, mi è subito venuto in mente lo Zimbabwe. Era una brava ragazza conservatrice di Ridge Park (stato di Illinois, Stati Uniti) che, perduta la giusta via, finì negli ambienti liberali e multiculturali. Durante il suo primo anno nel ‘college’ di Wellesley, essa fu la segretaria dei Giovani Repubblicani. Al congresso nazionale repubblicano del1968, a Miami, appoggiava la candidatura di Nelson Rockefeller e sviluppò un’intensa antipatia per Nixon; e le sembrò di percepire un’aria di ‘razzismo’ nel congresso.

L’ondata multiculturale non si è riversata soltanto sulla povera Hillary; ma su intere regioni del mondo. In Sud Africa, la ‘lotta contro il razzismo’ ha condotto a uno dei sistemi più discriminanti che ci siano mai stati: diretto contro i bianchi. I governi conservatori e pro-occidentali che un tempo erano gestiti da bianchi sono stati sostituiti da regimi radicali ‘africanisti’ che sono all’avanguardia della rivoluzione terzomondiale contro l’Occidente.

Nello Zimbabwe l’economia, il sistema scolastico, la sanità e i trasporti stanno tornando all’età della pietra. Le scuole non funzionano più e secondo un recente rapportodel Daily Telegraph alcune parti dell’Università di Zimbabwe sono state trasformate in bordelli. Una studentessa ha detto: che cosa si può fare se nonsi ricevono che dei miserabili 2 milioni di dollari zimbabweani (meno di 2 euro) al semestre?

Per la maggior parte degli europei e degli americani Zimbabwe è uno di quei paesi terzomondiali che non si sa bene dove siano. Eppure il sistema fanaticamente antibianco di Mugabe non è altro che una delle manifestazioni del movimento multiculturale internazionale

Per quel che riguarda il multiculturalismo, Zimbabwe rappresenta ciò che Cuba rappresenta per il comunismo: la soppressione della religione e la sua sostituzione con la religione secolarizzata marxista. La religione marxista fece di Cuba un satellite malaticcio dell’Unione Sovietica. L’idea che Castro aveva del marxismo era tanto radicata che essa non fu modificata dallacaduta del muro di Berlinoe dalla liberazione dell’Europa Orientale.

L’8 e il 9 dicembre, gli eurocrati di Bruxelles terranno una conferenza a Lisbona alla quale Mugabe sarà invitato assieme a un gruppetto di dittatori e assassini africani. Sorprende che il primo ministro inglese Gordon Brown si sia dichiarato contrario alla presenza di Mugabe.

Ci si domanda perchè. Furono proprio le sanzioni economiche e militari che l’Inghilterra mise in atto contro la Rhodesia che portarono al potere il compagno Bob. E lo storico Thomas Pakenham, nel suo libro The scramble for Africa del 1992, scrisse: "Negli ultimi dieci anni lo Zimbabwe ha chiuso la bocca ai critici … I dirigenti delnuovo stato, che rano stati in prigione o al confino,hanno trattato le loro minoranze, bianche e nere, con encomiabile moderazione"

C’è chi dice che l’Africa non ha subito alcun fallimento, ma solo livelli diversi di successo. Saccheggiare la propria terra, fare pulizia etnica dei propri concittadini di razza bianca e mettere alla fame il proprio popolo significa, per loro, progresso: almeno fino a tanto che questa situazione sarà strumentale alla distruzione dell’Occidente.

Parecchi hanno affermato che il multiculturalismo non è altro che una forma di comunismo; ma recentementeio ho incominciato a pensare che il multiculturalismo può essere peggio del comunismo. Nonostante tutto, gli est-europei sono riusciti a dare un’educazione alla propria popolazione, a fare loro imparare il balletto e la musica classica e, in ultima, sono riusciti a contribuire alla diffusione della civilt, sia pure in modo alquanto perverso. Invece il multiculturalismo si indirizza solo verso la barbarie, come adesso vediamo in Sud Africa e Zimbabwe. Diversamente dal comunismo, che almeno ci dette Prokofiev e l’architettura social-realistica di Nowa Huta a Cracovia, il multiculturalismo non è altro che distruzione pura 

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